Giardino Sperimentale

Bordighera jardin experimentalUn giardino medioevale di palme
Alla fine del 2008, è natto un progetto di giardino sperimentale, nel palmeto medioevale di Bordighera (Italia). Questo progetto concerna l'ultimo giardino di palme del palmeto storico, ed anche l’uno dei scarsi giardini medioevali essistente. Situata a 43° 47', il palmeto di Bordighera è anche il piu settentrionali dei palmeti da dattero (Phoenix dactylifera). Secondo la leggenda locale, è l'anacoreta e fabbro Sant'Ampelio, il santo patrono di Bordighera, che avrebbe introdotto le palme nel IV secolo nella regione. Il palmeto attuale risale al Medioevo, al momento della creazione del villaggio. E diventato, nel corso dei secoli, un'importante attività economica per molte famiglie. La sua produzione concernava le foglie di palma per le feste religiose ebraiche (Soukkhot) e cristiane (Dies Palmarum). Situato alla foce di un torrente mediterraneo, il palmeto storico di Bordighera dispone di abbondanti risorse idriche, pero la disposizione di stretti terrazzamenti e la mancanza di collegamenti stradali ha reso difficile la sua conversione. Inoltre, c’è una forte pressione ediliziale in tutta la regione, in particolare su questa valle che si trova sul lungomare, a soli 15 km dalla Costa Azzurra (10 milioni di turisti / anno). Tutti questi vincoli sono molto simile a quelle conosciuti da molti palmeti nel mondo mediterraneo. Il terreno del giardino sperimentale è costituito da una dozzina di fasce molto strette e molto ripide. Dispone inoltre di due vasche, una casa piccola ed i resti di una cultura importante di fogliame ornamentale (ruscus), praticato all'ombra delle palme e marginalmente sotto serra. A l’inizio del progetto, le palme erano in uno stato di degenerazione dovuto essenzialmente, oltre alla età avanzata di alcuni esemplari, alla mancanza di irrigazione e di concimazione. La condizione del sito, tuttavia, era molto megliore che il resto del palmeto, diventata oggi abbandonata in seguito alla graduale eliminazione della maggior parte delle colture, compresa la palmiculture in questi ultimi trent'anni.
 
Il sperimento in corso concerna i temi successivi:
* l'analisi genetica delle palme del sito al di fuori della loro area di ripartizione naturale di cultura, 
* il bisogno idrico della palma,
* la gestione del suolo e dei rifiuti vegetali,
* la gestione delle colture associate,
* la rigenerazione del palmeto storico.
La ricerca è condotta nell'interesse dello sviluppo sostenibile, utilizzando pocchi mezzi ed orientata verso l’ottimizzazione del’agro-biodiversità. Il Giardino e, d’altra parte, la sede di una sperimentazione di lotta ecologica contro il Punteruolo Rosso delle palme (Red Palm Weevil).

PALMICOLTURA

La palma da dattero necessita grandi quantità di acqua durante la stagione calda. Il sistema di irrigazione tradizionale era basata su canali di distribuzione del’acqua del torrente, a destinazione dei terreni e delle loro bacini. Diversi pozzi, a balancia e a ruota idraulica, compietavano il dispositivo, che anche alimentava i mulini del villaggio. La prima fase del nostro intervento è stato quello di ripristinare l’irrigazione.
 
IRRIGAZIONE
Con l'abbandono delle terre, e la scomparsa dei dispositivi tradizionali, le palme conoscono uno stress significativo durante i mesi estivi, il che limita il loro sviluppo. Un dispositivo di irrigazione a goccia a goccia è stata attuata nel giardino sperimentale per metà del terreno al fine di valutarne l'efficacia. Abbiamo installato anche un dispositivo manuale in parallelo per facilitare l'irrigazione delle aiuole, dove si procede all’introduzione di piante asssociate alle palme.

Galleria: la rete di irrigazione radizionale
 
MULCH & DPC
La seconda fase dell'esperimento coinvolti il concime del terreno. Diversi dispositivi di pacciamatura sono stati installati per questo scopo. La pacciamatura ha un doppio vantaggio, di favorire l’amendamento per il suolo e di limitare l'evapotraspirazione. Sette tipi di pacciamatura sono stati testati:
* Corteccia di pino, un tipo di copertura utilizzata in spazi verdi, che è un materiale importato
* Paglia, che non è una risorsa locale, ma è molto più economico,
* Foglie di quercia tra cui quercia da sughero (Quercus suber), una risorsa locale anche in pericolo,
* Foglie e noccioli d'ulivo, una risorsa abbondante sul sito
* Cane di Provenza (Aurundo donax), un'altra risorsa altrettanto abbondante sul sito,
* Copertura di edera che crescono sul sito e minacciano la sopravvivenza degli alberi
* Un ultimo tipo di pacciamatura forestale è stato installato a partire da rifiuti diversi dagli alberi di palma (foglie, stipite, rachide e infiorescenze tagliate manualmente).
Galleria: Date Palm compost
Il compostaggio dei rifiuti di palma da dattero, è una tecnica importante per l'economia del sistema di oasi. Oltre alle dimensioni gestione dei rifiuti, consente emendamento regolare suolo. Tuttavia, questa tecnica richiede costosi investimenti in rettifica pinne e cumuli di gestione. Abbiamo sperimentato con dispositivi alternativi.
* La tecnica della lasagna, costituito da strati alternati di rifiuti verdi (non schiacciato) e di cartone. Si è dimostrato sia molto efficace e semplice da implementare. Questa tecnica, che concerna solo le foglie e le rachide  si sta diffondendo in tutto il giardino.  
* Il riciclaggio dei piccioli è stata condotta con la tecnica del terriccio. Consista a mettere i piccioli in mucchi (fatti di pallet), mescolando con un terzo di terra. Dopo un primo guasto, il risultato dimostrato infine positivo.
* Dopo l'osservazione della decomposizione naturale delle stipite sotto l'influenza di colonizzazione da vari insetti, si è proceduto al loro ragrupamento in vari punti del sito, dopo aver tagliato loro in piccole sezioni. L'agente principale di questa decomposizione è il cetonio dorato. 

 

FLORA

Dopo decenni di pratica orientate verso le mono-colture associate con le palme, il sito presento un’estrema povertà della biodiversità, in particolare in termini di strato erbaceo. Una terzo fase del’intervento è stato quello di implementare diversi dispositivi sperimentali destinati a ripristinare una copertura ecologica e sostenibile.
 
DISPOSITIVI DI RESTAURO DELLA BIODIVERSITÀ
Tre lotti sono stati seminati in primavera nel terreno. Tre tipi di ecobuage erano stata precedentemente eseguita (importante, media e bassa). I semi hanno dato luogo in poi a nessun intervento. I semi hanno dimostrato di essere più efficace in funzione del’importanza del’ecobuage. Delle aiuole sono stati anche delineati intorno alle palme e lungo le pareti delle terrazze. Per quanto riguarda l'evoluzione di questi dispositivi, diversi pianti sono stati introdotti in seguito in queste aree, tra cui erbe resistenti alla siccità (per ridurre il rischio di incendio) o pianti perenni (preferibilmente mellifere). Piantine seminate e introdotte da vivaio sono stati seguiti per un anno. Oltre a migliorare la biodiversità, l'obiettivo di questi dispositivi sperimentali e destinato a dare vita ad un ambiente equilibrato, che non richiede particolare manutenzione, tra cui il taglio sistematico della vegetazione 2 a 3 volti all’anno.
 
INTRODUZIONE DI FIORI SELVATICI (2012)
Queste foto delle fiori seminate sono: adonis aestivalis, agrostemma githago, achillea milefolium, Agrimonia eupatoria, amni, aneth, Angelica archangelica, Antirrhinum majus, calendula officinalis, Callistephus chinensis, centaurea cyanus, cheiranthus cheiri, chrysanthemum leucanthemium et coronarium, Cichorium intybus, Cistus ladanifera, coreopsis lancéolé, coreopsis verticille, Coriandrum sativum, cosmos, Cynoglossum amabile, Cynoglossum nervosum, daucus carota, Delphinium, Dianthus, Digitalis, Dimorphothéca, dracocephalium moldavica, dryas suendermanii, echinacea purpurea, Echium vulgare, fuschia, Gaillardia, Galium album, géraniums parfumés, Godetia grandiflora, gypsophila, Helianthus annuus, Helichrysum, hesperis matronalis, ibéris sempervivens, Lavandula, Leucanthemum vulgare, linum grandiflora, linum rubrum, liseron, Lunaria annua, lupinus perennis, Lychnis chalcedonica, Lythrum salicaria, Malva sylvestris, Matricaria perforata, Matricaria recutita, mentha, monarda citrodora, Narcissus pseudonarcissus, Nigella damascena, Ocimum basilicum, oenothera lamarkiana ou biennis, papaver rhoeas, petroselium sativum, Pimpinella saxifraga, réséda, rosmarinus, salvia officinalis, sanguisorta minor, saponaria, silene armeria ou dioca, Tripleurospermum maritimum, viola tricolor, etc..
Sono anche state introdotti bulbi e rizomi nei spazi lasciate liberi delle fasce: acidantheras, aquilegia, arums, asparagus plumosus, asparagus sprengeri, anemone blanda, dahlias, echinacea purpura, eranthis cilicica, eranthis hyemalis, fritillaria meleagris, gladiolus, hosta undulata albomarginata, hyacinthus orientalis, incarvillea delavayi, iris, ixias, kniphofia uvaria, liatris spicata, lupinus russel hybrids, muscari armeniacum, narcissus delnashaugh, sparakis, tulipa tarda, etc..

GESTIONE DELLE PIANTE INVASIVE
Cinque specie di piante invasive sono state identificate sul sito. Sono causa di una drastica riduzione della biodiversità. La loro presenza, tuttavia, offre un certo interesso. Piuttosto che cercare di sradicare queste piante, gli esperimenti in corso si propongono di gestire la loro estensione. I dispositivi attualmente in fase di test hanno per scopo di: *Limitare la diffusione di piante invasive da limite fisiche; *Mettere le piante invasive in concorrenza tra loro e con le piante locali.
 
1 – Senecio. Questo invasivo nativo del Sud Africa è presento in tutta la regione costiera. Se si strappa facilmente, non è sradicato però. Il suo vantaggio è che produce una biomassa grande, interessante per il compostaggio. Stiamo lavorando per limitare le aree in cui si può facilmente raccogliere, con introduzioni di piante pendenti (in pareti di terrazze), o con introduzioni di piante di tipo tapetizzante.
 
2 – Blue Grass da identificare. Questa erba è molto invasiva. Quando è installata, non cresce nulla altro. E facile da distruggere, perche si secca con il passagio umano. E anche facilmente strapata a mano. Il suo vantaggio è che non si secchi in estate, limitando così il rischio di incendio e furnisce una copertura al suolo. Cerchiamo di trovare delle piante che possono coesistere con essa.
 
3 – Centaurea non identificata. Questa centaurea è relativamente invasivo, formando una espansione lenta. Ha il vantaggio di attrarre continuamente e in grandi quantità impollinatori, tra cui molti api selvatiche. L’installiamo lungo le terrazze in modo che cade sulle parete, in particolare per sbarazzarsi di deltoideus Senecio su questi posti.
 
4-5 In corso di identificazione. Questi ultimi due piante crescono soprattutto nelle zone molto ombreggiato, dove impediscono la proliferazione di erbe infestanti. Essi sono stati messa in concorrenza tra loro e con felci locali. Il dispositivo è molto efficace, con spazi dove non fu necessaria alcuna manutenzione da piu di un anno.
 
6 Introduzione di piante "tapetizzante". Delle piante dette "tapetizzante" sono state introdotte in qualche aiuole per osservare il loro sviluppo. L'asparago (presente sul sito in cui è stato coltivato a scopo ornamentale) era già spontanea intorno a diverse palme. Piante introdotte sono attualmente kikuyu, millepertuis, pervinca, ageratum, stachys, ageratum e achilea.  Le piu adatatte saranno diffusi intorno alle palme per limitare la crescita delle erbe e delle piante invasivi.

 

FAUNA

La fase 4 del intervento riguarda la fauna (insetti, rettili e anfibi, uccelli e animali selvatici), che sono ancora ben rappresentati in tutta la valle, a causa della vicinanza del torrente che scorre tutto l'anno. Anche se è una zona sensibile, che si trova alla foce di un torrente del Mediterraneo, nessuno inventario faunistico non è stato ancora raggiunto fino ad oggi. Osservazioni parziali, tuttavia, hanno individuato la presenza di pipistrelli e lucciole, delle specie che trascorrono per indicatori di biodiversità. Vari dispositivi sono in atto per favorire la loro presenza.
 
ENTOMOFAUNA. Vari dispositivi di decomposizione dei rifiuti palma hanno messo in evidenza la presenza di una fauna di insetti interessanti, che colonizza i stipite, commo il cetonia dorato. Abbiamo anche notato la presenza di numerosissime insetti, molti dei quali sono specializzati su un fiore particolare, dove erano in fase di riproduzione, così come farfalle, libellule, vespe e api selvatiche. Un primo dispositivo sommario è stato messo in atto per favorire la nidificazione di queste api indigene.
 
ANIMALI. Abbiamo anche notato la presenza di molte lucertole, scorpioni, rane e serpenti, nel terreno e nelle due bacini dopo la lora rimessa infunzione, così come i ratti (che mangiano le daterri) e il tasso (attratto dai vermi del compost).
 
UCCELLI. Per quanto riguarda gli uccelli, pettirossi vengono a nidificare tra i rami bassi degli alberi di palma. Le colombe sono abbastanza numerose sulle cime degli alberi. Diversi rapaci sono osservati regolarmente nella zona, e anche numerosissime uccelli. Bacini per uccelli sono stati installati, ed anche d’invierno distributori di grani, in mododi di favorisare la presenza degli uccelli sul sito. E anche l'installazione di nidi, per gli ucelli così come per i pipistrelli, in pericolo nella valle.

 

RIGENERAZIONE

Le iniziative in corso coinvolgono anche il patrimonio del sito storico del palmeto. Il Giardino sperimentale di Bordighera è davvero l'ultima giardino di palme della zona. Stiamo cercando, insieme con la conservazione del giardino, a iscriversi nelle visite guidate del posto. Partecipiamo d’altra parte a una rifessione relativa la reabilitazzione del’insieme del vallone, in collaborazione con le associazioni locali.
 
*le reti di giardini storici
Grazie alle visite guidate gestite per diverse associazioni di dilettanti di botanica, il sito del palmeto storico è ormai integrato alle reti turistiche e patrimoniali dei giardini del Riviera.

SIGNALETICA. Una signaletica è stato messo in atto per inserire il sito nelle visite di giardini botanici della regione. Otto pannelli illustrati sono stati installati nel giardino sperimentale, lungo il sentiero del Beodo. Si tratta di persentare le sperimentazioni in corso e la tradizione locale della palmicoltura. Una collaborazione è stata implementata in questa direzione con la Villa Garnier, che comprende una serie simile di palme e un giardino paesaggistico che ha subito sviluppi significativi degli ultimi anni. Un associazione locale (STRADE) organizza regolarmente visite guidate al sito storico, in collaborazione con il Comune di Bordighera.
IMPOSTAZIONE DEL PATRIMONIO FLOREALE. Un giardino di agrumi è già presente sul sito. Introduzioni di piante diverse, rappresentativi della storia regionale della floricoltura, sono in corso. Essi, che hanno inoltre il scopo di contribuire alla valorizzazione della biodiversità, sono organizzato intorno ai seguenti temi: *Fiori (garofani, margherite, rose, …); *Aromi (lavanda, mirto, timo, rosmarino, menta, salvia, ruta, melissa, alyssum, cisto, geranio, iris, garofano, verbena, viola, …); *Succulente (nella forma di una parete verde).
 
*lo studio e la diversificazione del patrimonio di palme
Queste iniziative riguardano l'analisi genetica delle palme, il collocamento in cultura di semi di palme ibride uscite degli esemplari locali, o ancora l'introduzione di palme rare.

VIVAIO. Destinata alla coltivazione di ruscus, la serra del Giardino Sperimentale è stata trasformata in vivaio. Tetto in tela nero è stato sostituito da una copertura da foglie di palme. Il vivaio è consacrato a 3 tipi di colture: * Piante perenni per la diversificazione del giardino, * Arbusti e piante tapetizzante (piante mellifere o piante con bacche), che saranno poi inserite nel sito, * Piantagione di palme, in parte per la rigenerazione del sito, ma anche a fini sperimentali, con una serie di semi di palma ibridi. Le palme del vivaio vengono poi trasferiti nel terreno vicino messo a disposizione del’ Associazione A Parmura dal suo proprietario. Essi saranno poi trapiantate nei giardini pubblici e privati ​​della città.
 
*le reti di zone umide del Mediterraneo
Le collaborazioni in corso mirano ad allargare le investigazione sulle palme alla biodiversita. Il palmeto di Bordighera occupa difatti la foce di un vallone mediterraneo di un reale ricchezza faunistica e fioristica.

CREAZIONE DI UN CORRIDOIO. Un progetto di corridoio ecologico è in corso, sulla limita verticale della proprietà, che aveva anche una funzione di canale di irrigazione. E destinato a creare un bosco per proteggere la fauna selvatica. Le piante selezionate canne, papiri, oleandri, lantana, pitosporum, ecc. Diversi semi raccolti l'anno scorso nelle boscaglie costieri della regione sono stati anche seminati.
GESTIONE DELLE ZONE UMIDE. Nella parte centrale del giardino, la densità del coperto vegetale ha creato una zona ombreggiata particolarmente favorevole al biodiversita. Delle introduzioni di piante adattate a questo ecosistema sono in corso di sperimentazione.
COLONIZZAZIONE DELLE PARETI. Un altro progetto in fase di test concerna i pareti verticali dei terrazzi, che rappresentano almeno una superficia equivalente a quella del terreno. Delle piante mellifere o altre che producono bacche commestibili per gli uccelli, sono state introdotte su questi muri : edera e clematidi (impianti già presenti), mora, gelsomino, caprifoglio, ecc. Dispositivi del stesso tipo sono anche parete verde in progetto, in particolare per quanto riguarda la coltivazione di piante grasse.
EPIFITE DELLA PALMA.  Un ultimo progetto concerna le piante epifite della palma. Ne abbiamo identificato una cinquantina nella regione, che cerchiamo di coltivare progressivamente il palmo della mano. Gran parte di queste piante è già naturalmente presente nel sito.
 
*le reti di oasi marginale
Il palmeto di Bordighera ha ormai il suo posto nelle collaborazioni Nord-sud, intorno a problematici eco-sistemici e socio-culturali comuni, che sono oggetto di diversi programmi di ricerca.

PHENOLOGIE. Le palmier-dattier présente une diversité génétique exceptionnelle, qui se traduit par l’existence d’une grande variation au niveau phénologique (étalement de la floraison, fruits persistants ou non, etc.). Cette diversité a conduit à mettre en place des recherches comparatives visant à la description de son cycle reproducteur à diverses latitudes.
AGRONOMIE. La diversité génétique du palmier dattier se traduit aussi au niveau morphologique (épaisseur du tronc; ramification basale, aérienne ou absente; couleur et forme des feuilles; forme, taille et couleur des fruits, etc…). Ces caractères font aussi l’objet de recherches comparatives, les palmiers de Bordighera étant multipliés non pas par clonage mais par graines.
 
*la documentazione antropologica
Le nostre ricerche sul paesaggio, riguardano più specificamente la storia dell'acclimatazione di materiale vegetativo nel mondo mediterraneo.

BIOARCHIVIO. Des investigations paysagères à caractère patrimonial sont menées en collaboration avec les archives locales, les historiens et les collectionneurs, dans le cadre du Projet Bioarchivio.
PALMICULTURE. Le revival de la tradition de la palmiculture a connu ces dernières années un succès encourageant. La production de 2012 a ainsi été commercialisée en direction des églises orientales.

 
 

PARTNERSHIP
*Gestione del Giardino Sperimentale
Il Giardino Sperimentale e un giardino privato. La sua reabilitazione e stata gestita da un partnership franco-italiano, condotto dal 'Centre de Recherches sur le Patrimoine' (CRP-France), in collaborazione con 2 Istituti francesi di ricerca, IRD ed INRA.

*Reabilitazione del palmeto storico
L’Associazione A Parmura (Bordighera-Italie) e in carica della regenerazione del sito del palmeto storico e delle sue tradizione.

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