Ibride

Le 14 specie di palme che compongono il genere Phoenix, formano un complesso inter-fertile. La conoscenza della dinamica dell'ibridazione è dunque necessaria per conoscere la storia e l'avvenire del genere. La capacità di ibridazione si manifesta in modo particolare nelle culture ornamentali, dove parecchie specie sono messe in presenza e moltiplicate poi sul posto. Alla fine di alcune generazioni, una nuova diversità finisce per organizzarsi, con fenotypi ibridi propri. Diversi studi dedicati alle palme sono stati condotti da parecchi anni sul sito di Bordighera / San Remo (Italia), sotto l’impulso del progetto Phoenix. Questa regione è un sito di acclimatazione storica, contrassegnata per le prime introduzioni in situ di Phoenix dactylifera (Medio Oriente), P., canariensis  (Isole Canarie), P., sylvestris ( India), e P. reclinata (Africa). Una recente pubblicazione, accessibile sotto, fa il punto sui metodi sperimentati, i dati raccolti e le prospettive di ricerche future.
 
Leggere l’articolo (in francese)
BOURGUET Sophie 2013. Dynamique de l’hybridation dans le genre Phoenix sur la Riviera italienne: caractérisation génétique et phénotypique. Université de Montpellier, juin 2013, Master Biologie des Plantes et des Micro-organismes, Biotechnologies, Bioprocédés: http://www.listephoenix.com/

SPIR

Negli ultimi dieci anni l'uso di analisi con spettroscopia a infrarosso (SPIR) si è diffuso nel settore industriale per il controllo di qualità, ma anche in campo medico. Il grande vantaggio di questa tecnica è la facilità di campionamento, perché permette l'analisi multi-componenteveloce e a costo contenuto, nonostante la difficoltà di avvio della fase di calibrazione. L'attuazione in parallelo con la genotipizzazione, potrebbe poi sostituirlo.
Fase 1 (2009): riassunto dell’approccio esplorativo
Un totale di 98 spettri sono stati acquisiti nel 2009 e hanno permesso di realizzare degli studi a livello intraspecifico (33 individui di Phoenix dactylifera) ed interspecifico (6 specie). Attraverso test statistici, è stato possibile dimostrare che è meglio prendere in considerazione l’aspetto vicino all’infrarosso (1100-2500 nm), ad esclusione dello spettro visibile. In conclusione, è emerso che la fenotipizzazione attraverso SPIR è determinante per identificare le specie di Phoenix, e probabilmente anche i loro ibridi, ma non per individuare la struttura genetica fine al livello intraspecifico.
Fase 2 (2010): elaborazione di un protocollo di campionamento
Lo studio condotto nel 2010 comprendeva 150 campioni di foglie mature, raccolte in due giorni per ridurre al minimo le variazioni ambientali. Per verificare la ripetibilità di SPIR, cloni coltivati sulle isole Porquerolles sono stati inclusi nello studio per due varietà: Bousthami e Thor, così come i campioni provenienti da cultivar differenti negli Stati Uniti. Questi campioni sono stati liofilizzati e macinati in polvere fine, per essere analizzati con spettroscopia a infrarosso. Isolando lunghezze d'onda, comprese le variazioni genetiche, e rimuovendo lunghezze d'onda, comprese le variazioni ambientali, è auspicabile che SPIR permetta di distinguere le specie soprattutto gli ibridi.
Phase 3 (2011): campionamento in situ
L'ultima fase del progetto porterà a sviluppare uno scanner portatile che condurrà a lavorare per individuare in situ. Sarà testato nei parchi della città di Sanremo, che finanzia e coordina questo progetto. L’ iniziativa è di interesse per i giardini botanici e CSRP intende affermare la sua vocazione asviluppare la ricerca sperimentale nel settore della fenicicoltura, al fine di contribuire alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e degli spazi verdi, l'emblema turistico di tutta la regione.
Leggere l'articolo (in francese)
BIDEL Flavie, 2010. Développement d’un outil de phénotypage intra et interspécifique dans le genre Phoenix (Arecaceae) par spectrométrie proche infrarouge (SPIR) sur échantillons de poudres de feuilles. Link: BIDEL 2010 SPIR

 

BIBLIO

HORMAZA P., FUQUEN E.M., ROMERO H.M. 2012. Phenology of the oil palm interspecific hybridElaeis oleifera × Elaeis guineensis. In Sci. agric. (Piracicaba, Braz.) vol.69 no.4. Link: http://www.scielo.br/
GOLDMAN KLOOSTER GRIFFITH FAY CHASE 2011. A preliminary evaluation of the ancestry of a putative Sabal hybrid (Arecaceae Coryphoideae), and the description of a new nothospecies, Sabal × brazoriensis. In: Phytotaxa 27  © 2011 Magnolia Press pp.1-18. Link: http://www.mapress.com/
HODEL Donald  R. 2011. Hybrids in the Genus Syagrus. In: PALMS 55(3): 141–154. Link: http://www.palms.org/
HODEL Donald  R. 2011. A New Nothospecies and Two Cultivars for  the Hybrids in Cultivation between Butia odorata andJubaea chilensis. In: PALMS Vol. 55(2) : 62–71 2011. Link: http://www.palms.org/
GONZALEZ-PEREZ M.A., SOSA P.A. 2009. Hybridization and Introgression Between the Endemic Phoenix canariensis and the Introduced P. dactylifera in the Canary Islands. In: The Open Forest Science Journal, 2009, 2, 78-85 Link: http://www.benthamscience.com/
GONZALEZ-PEREZ M.A., CAUJAPE-CASTELLS J., SOSA P.A. 2004. Molecular evidence of hybridisation between the endemic Phoenix canariensis and the widespread P. dactylifera with Random Amplified Polymorphic DNA (RAPD) markers. In: Plant Syst. Evol. 247: 165–175 (2004). Link: http://download.springer.com/
BUSH C.S. 1973. The Palm Butia Capitata X Arecastrum Romanzoffianum. In: Florida State Horticultural Society, 1973: 470-473. Link: http://www.fshs.org/
THOMAS, NG, CHAN 1970. Phyllotaxis in the Oil Palm Application in Selection of Interspecific  Hybrids. In Ann. Bot.  34,  1025-35. Link : http://openagricola.nal.usda.gov/

 
 

Print Friendly