DIES PALMARUM 2013

  

SanRemo Giardini Affiche 1920

Ill. Promozione turistica delle palme di Sanremo nel 1920. Da dicembre 2013, Sanremo e stata dichiarata “zona di contenimento” in quanto non si ritiene più possibile l'eliminazione del'infestazione dal Punteruolo rosso

Questa news-letter propone una relazione della Biennale Dies Palmarum, che si è tenuto dal 6 dicembre a 8 a San Remo, Italia. La palma da dattero è stato al centro delle interventi, nella genetica come nel’agronomia. L'antropologia ha anche occupato un posto importante in questo convegno, con la presenza di artigiani in provenienza da tutto il Mediterraneo, di storici e di archeologi. La Biennale si è tenuto d’altra parte nel contesto della progressione di Rhynchophorus ferrugineus, che ora minaccia le palme ornamentali come le colture alimentari in tutto il mondo mediterraneo.
 
Littardi Claudio punteruolo rosso SanremoSulla foto, Claudio Littardi, Presidente del Centro Studi per le Palme di Sanremo e della Biennale Dies Palmarum
 
SUMMARY
1. OASIS : DATE PALM & DEVELOPMENT
2. ANTHROPOLOGY : PALMS & SOCIETIES
3. RHYNCHOPHORUS : FRENCH & ITALIAN RIVIERA
4. WEB SURWEY : OCT-DEC
5. NEWS FROM NETWORKS

OASI

Date palm & developpement
LE OASI DELLA LIBYA
Oasis Al Jufrah LibyaIllustrazione : l'oasi di Al- Jufrah si trova nel centro della Libia
 
La palma da dattero svolge un ruolo importante in molti paesi come una coltura alimentare, ma anche come prodotto di esportazione, nonché il suo impatto sulla conservazione della biodiversità delle oasi. Cooperazione Nord -Sud è stato avviato da anni dagli istituti di ricerca francesi (nel Magreb e nel Sahel ). Ha più recentemente portato ad una partnership italiana-libica verso le oasi della regione di Al Jufrah. Questa regione sahariana è un crocevia storico di rotte carovaniere, con un clima molto arido (50 mm / anno di precipitazioni). Pozzi artesiani sono state forati fino a 1200m. La regione contiene ora 4.000.000 di palma da 18 varietà locali. Incontra pero problemi di salinizzazione e d'esaurimento delle risorse idriche. La ricerca nel quadro del partenariato italiano-libica riguarda l'identificazione di tutti gli impianti originali, gli studi fenologici delle palme, e il miglioramento delle tecniche di conservazione e di condizionamento. E stata studiato la morfologia e la genetica delle 18 coltivar locali. Un importante lavoro di caratterizzazione era già stato fatto dai botanici italiani in epoca coloniale. E stato sistemato dagli standard descrittivi moderni. Il campionamento ha utilizzato 16 marcatori SSR nucleari. 3 marcatori sono stati particolarmente discriminanti, per quasi tutte le coltivar. Uno studio è stato condotto anche da polline, ed anche una caratterizzazione mediante codice a barre. Il partnership italiano ha mobilizzato industriale, per quanto riguarda la meccanizzazione delle colture e metodi di disinfezione con tecnologia a microonde in particolare. Un approccio di qualità è stato implementato anche attraverso i canali di comunicazione di slow food, con 2 interventi alla fiera di Torino. L' obiettivo è quello di cercare di diffondere le produzioni libiche di Al Jufrah sul modello del vino, per esempio.
LINKS
* Il sito ufficiale del progetto si trova qui: http://www.libyandates.com/
* Una descrizione della partnership italiana per la modernizzazione del pamiculture è disponibile anche qui : PEGNA F.G., BATTAGLIA M., BERGESIO C. 2012. Italian machinery and equipment for date palm field operations. Un. of Florence, Cooperation Project Improvement and Valorisation of Date Palm in Al Jufrah Oasis (Lybia), 61p. Link : http://www.deistaf.unifi.it/
 
RICERCA PER LO SVILUPPO
Altri ricercatori, magrebini, africani, francesi, spagnoli e italiani hanno presentato ricerche sul miglioramento della produzione da datteri. La commercializzazione delle date è il maggiore problema per lo sviluppo del settore phœnicicole, con una produzione principalmente destinata al consumo domestico. A l’eccezione della Tunisia che occupo il posto di primo esportatore in valore di mercato, quando è solo il 12° produttore in quantità. Gli interventi hanno trattato:
* delle minacce alla agro-diversità, con lo sviluppo della moderna piantagioni mono-varietali;
* del’esaurimento delle risorse idriche;
* del dimorfismo sessuale, una ricerca finalizzata a individuare le palme produttivi fin dalla tenera età;
* della qualità del polline, anche in relazione al suo uso nella medicina tradizionale;
* della modellizzazione delle piantagioni, una nuova descrizione di grande interesse in particolare per quanto riguarda la razionalizzazione delle colture.
L'interesse della modellizzazione era più particolarmente illustrato dal lavoro svolto nella regione del Sahel, dove scarse precipitazioni e ad alta crescita della popolazione favoriscono lo sviluppo di insicurezza alimentare cronica. La palma da dattero è una delle specie di piante tolleranti delle dure condizioni di queste zone aride. La stagione delle piogge può compromettere la raccolta della frutta, da qui la necessità di trovare varietà precoci o produrre frutti di consumo con maturazione incompleto. La modellizzazione dovrebbe permettere di conoscere meglio il ciclo di vita della palma da dattero, per guidare gli agricoltori nella scelta delle operazioni sul campo, per migliorare la qualità di frutta, ed insieme alla caratterizzazione genetica, identificare le coltivar più adatta al clima e condizioni di crescita di queste regioni.

 

ANTHROPOLOGY

Palme et civiltà
L’ARTIGIANATO DELLA PALME
Artisanat Zingaro Sicily
Fot. artigianato siciliano di palma intrecciata di Zingaro
 
Le palme occupano un posto importante nella storia della civiltà, specialmente nel mondo mediterraneo dove accompagnano la rivoluzione agricola del Neolitico. La loro importanza non è limitata alla produzione di frutta. Concerna anche la loro capacità di colonizzare zone aride, consentendo l'implementazione di culture associate. Le palme hanno anche dato origine a molteplici usi dei loro sotto-prodotti. Quest’artigianato è stato oggetto di varie presentazioni alla Biennale Dies Palmarum, tra gli altri la tradizione siciliana del’intreccio. Questa tradizione usa uno delle due palme indigeni mediterranea, la Chamaerops humilis. E un artigianato che ha coinvolto tutto il Mediterraneo occidentale, dove la coltivazione della Chamaerops aveva preso dimensioni industriali nel secolo scorso. Il Parco Naturale dello Zingaro è la prima riserva naturale in Sicilia (risale al 1981). Il Parco si occupa anche della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale, con la creazione di corsi d’intrecciatura. Questi corsi sono progettati per mantenere la ricca produzione artigianale di oggetti di uso quotidiano. La fibra vegetale ottenuto dalle foglie e utilizzata per cuscini, sedie, materassi… e la fabbricazione di tessuti, come stuoie, cesti, cappelli o corde, ecc.
Video
L’artigianato del’intrecciatura delle foglie di palma conosce anche grandi sviluppi nel mediterraneo, intorno alle tradizioni religiose ebraica e cristiana. Questa tradizione è stata rappresentata alla Biennale con la partecipazione di artigiani spagnoli, italiani e francesi. Dimostrazioni d’intrecciatura hanno permesso una migliore comprensione della tipologia di queste tecniche. Le tecniche di base vanno dei disegni più semplici alle più complesse con intrecci superiore a 9 foglioline. Le varie tecniche sono le seguenti: tecnica a incrocio, incrocio tubolare, mazzetti, treccia, spirale, incastro, ripiegamento, annodatura ad angolo retto o ad avvolgimento triangolare, incrocio in diagonale e perpendicolare, attorcigliamento… Possono essere ripartiti sulla stessa palma, o combinati attorno a corteccia di castagno, canna o altre piante.
Sapperne di più sul'intrecciatura delle palme: http://www.listephoenix.com/
 
ARCHEOLOGIA DEL GENERE PHOENIX
Diversi ricerche sull'antropologia storica del genere Phoenix, sono stato per altro oggetto di comunicazione alla Biennale. Numerosi fossili, di stipite addirittura interi alberi, lasciano pensare che le palme sono presenti sul continente europeo dal Cretaceo (100 milioni di anni). Il Paleocene vede poi una forte diversificazione delle palme europea, che ha raggiunto la sua area di distribuzione massima della metà dell'Eocene, con fossili trovati in Groenlandia, British Columbia, Nord Europa, Russia e Giappone. Le palme vedono una conseguente diminuzione della biodiversità in Europa durante il Miocene (circa 50 milioni fa) per essere ridotto poi a soli tipi Chamaerops e Phoenix. Nel Medio Oriente, intorno al 3000 BC, resti archeobotanici di palme (semi, frutti, frammenti di foglie) associate ad altre colture alimentari diventano frequenti, lo che attesta della nascita delle prime sistemi oasiani (con le loro culture associati). Nell'iconografia greca e cipriota, dal 2° millennio BC, la palma da dattero è spesso associato con l'immagine della donna e con luoghi di culto. In epoca romana,la palma da dattero e attestate su quasi trenta siti in Europa, dal Mediterraneo al centro dell'Inghilterra. Sono quasi esclusivamente pezzi carbonizzata, trovano più spesso in contesti di culto associata con altre piante più o meno rare. Hanno svolto un ruolo nelle pratiche di sepoltura. Combinando morfometrica e studi genetici, la ricerca condotta ha per altro delineato le due principali aree di domesticazione della palma da datteri. Il primo si trova in Medio Oriente, il secondo in Nord Africa.

 

RHYNCHOPHORUS

French & Italian Riviera
FIRST OCCURENCE ON DATE PALM (BORDIGHERA)
Bordighera Winter GardenFotografia di una testa di palma caduta nelle aree urbane (Giardino Winter), a Bordighera, seguendo il suo infestazione dal punteruolo rosso delle palme (RPW). Da dicembre 2013, Bordighera e stata dichiarata dal Servizio Fitosanitario Regionale “zona di contenimento” in quanto non si ritiene più possibile l'eliminazione del'infestazione dal Punteruolo rosso. Nel stesso tempo, la lotta biologica e chimica preconisata dal'Unione Europea si e svilupata in Francia e in Spagna, ed anche nel Maghreb.
 
Il punteruolo rosso della palma ora messa in pericolo tutte le piantagioni di palme ornamentali del Mediterraneo. Per quanto riguarda la Costa Azzurra francese e la Riviera italiana, gli sviluppi della infestazione erano limitati fin a oggi a la singola specie Phoenix canariensis. Le prime palme da dattero infestate sono stati scoperti l'anno scorso a Bordighera in centro citta, e di nuovo quest'anno nel Giardino Sperimentale Phoenix dello palmeto storico. Questo eventuale trasferimento del RPW verso le risorse residue di palme potrebbe anche concernare le popolazioni di Phoenix dactylifera che si trovano in aree urbane, a Nizza, Cannes e Sanremo essenzialmente. Per quanto riguarda Bordighera, e anche minacciato il palmeto medievale. Ecco un resoconto delle misure adottate da 6 anni dagli Servizi del Comune di Bordighera ed ipotesi sul futuro del palmeto storico.
 
GESTIONE DEL’INFESTAZIONE A BORDIGHERA (2007-2013)
Rhynchophorus ferrugineus (Punteruolo Rosso) è segnalato per la prima volta nel 2007 sulla Riviera francese e italiana, nella collezione di Phoenix canariensis del Giardino Winter, nel centro del palmeto storico di Bordighera. Si sviluppo dopo, sullo stesso ospito nei giardini urbani. Più di 700 alberi di palma sono stati abbattuti da allora. I dati ufficiali sulla infestazione mostrano una progressione di tipo esponenziale, il numero di palme infestate raddoppio ogni anno :
Progressione delle palme infestate (2009-2013)
2009 = 30/ 2010 = 62/ 2011 = 136/ 2012 = 221
Si noti che i dati disponibili presso 2013 hanno riportato qualche 300 palme infestate. Tuttavia, in caso di costante infestazione esponenziale, dovrebbe essere almeno 440 campioni.
Le proiezioni per 2014-2015
Nella ipotesi più pessimistica di un ulteriore infestazione esponenziale, l’anno 2014 dovrebbe vedere 900 palme infestate (600 in ipotesi bassa). Nel 2015, potrebbe essere 1.800 esemplari in questione (1.000 in ipotesi bassa), sia la scomparsa di tutta la risorsa Phoenix canariensis del comune. Il parassita potrebbe poi muoversi verso le altre specie di palme presente in citta, tra cuale le palme da dattero ed anche Chamaerops, Washingtonia e Trachicarpus.
I Servizi Tecnici di Bordighera hanno affrontato questi sette anni di infestazione in maniera poco efficace, com'in molto altre regione. Mentre era previsto l’unica strategia di abbattimento delle palme infestate, hanno ottenuto il permesso nel 2009 per stabilire il risanamento meccanico. Le palme sono stati trattati cualche volte con questo metodo, con scarso successo tuttavia del fatto del ritardo nel'intervento. Allo stesso tempo, i funzionari degli spazi verdi hanno anche ospitato varie esperienze di lotta biologica e chimica, che hanno anche fallito tra altro del fatto che il Comune non ha mai finanziato queste iniziative. Il carattere assurdo della strategia di abbatimento condotta contro il punteruolo è più particolarmente noto nel trattamento delle segnalezazione di palme infestate. La procedura ufficiale è quella di trasmettere ai Servizi fitosanitari regionali, che non hanno i mezzi per intervenire rapidamente. Quando si arriva alla fine delle procedure, le palme infestate sono il piu spesso già morti. Un grande numerosi di palme stano stati lasciate a seccare in piedi nel anno 2013, senz'alcuno intervento. Concernando gli nuovi iniziative di lotta in corso (validate dal'Unione Europea), a proposito degli insetticidi elaborate recentamente dai diversi laboratori italiani, francesi e spagnuoli, il Comune ha rifiutato di partecipare. (a seguire)
 
LE MINNACIE PER IL FUTURO
Il peggioramento del infestazione dovrebbe in primo luogo generare, a partire dal prossimo anno, un aumento del rischio di caduta di teste di palme, e negli anni successivi, la caduta del albero intero se l'infestazione si sviluppo sulla palme da dattero. L’infestazione delle palme da dattero e localizzata sotto l'occhio, ed anche alla base del albero. Nessun sintomo visivo di infestazione è di solito visibile fino alla caduta della testa della palma o del'albero. Il levello del'infestazione dovrebbe tuttavia rallentare in modo importante, del fatto che una palma da dattero ospitava una 30ina di larve, contro 300 per la Canariensis. Non è necessariamente una buona notizia in termini di sicurezza pubblica, la minaccia di caduta di palma rischiando quindi da estendere oltre un decennio. Questi problemi potrebbe concernare anche le città di Sanremo, Nizza, Mentone e Cannes, dove ci sono anche molte palme su strade pubbliche, tra cui la famosa Promenade des Anglais. Per quanto riguarda il palmeto storico, che risale al Medioevo, è di esclusiva proprietà privata e non riceve alcun sussidio e genera neanche alcun reddito. Sono presente oggi un migliaio di palme. E fuori discussione di finanziare intervenzione mensili qui, con prodotti biologici o insetticidi. Difficile anche il monitorragio delle palme da dattero, perché l'infestazione di solito non produce sintomi. Il Giardino Sperimentale Phoenix (l'ultimo giardino tradizionale di palme del sito storico) ha deciso di sviluppare una strategia per la gestione del punteruolo nel contesto della creazione di un eco- sistema più stabile e diversificato possibile. Questa strategia di sopravvivenza è stata accompagnata dalla creazione di un vivaio fatto di semi raccolti sul sito. Non è un modello di lotta esportabile, ma solo un esperimento destinato a salvare un patrimonio storico. Tra le raccomandazione che abbiamo recentemente sollecitate per migliorare questo dispositivo, abbiamo ritenuto la gestione dei polloni (a seguire ).

 

WEB SURWEY

FREE ACCESS
1. RECENSIONS
2. BIBLIO OCT-DEC 2013
3. BIBLIO RPW (Rhynchophorus ferrugineus)
 
1. RECENSIONS
 
REVUE D'ETHNOECOLOGIE ON LINE
TENGBERG M., BATTESTI V., NEWTON C. (dir.) 2013.
Le palmier dattier. Origine et culture en Égypte et au Moyen-Orient.
In: Revue d’ethnoécologie, 4 | 2013. Link : http://ethnoecologie.revues.org/
SOMMAIRE
Margareta Tengberg, Claire Newton et Vincent Battesti. « L’arbre sans rival ». Palmiers dattiers et palmeraies au Moyen-Orient et en Égypte de la préhistoire à nos jours
Muriel Gros-Balthazard, Claire Newton, Sarah Ivorra, MargaretaTengberg, Jean-Christophe Pintaud et Jean-Frédéric Terral. Origines et domestication du palmier dattier (Phoenix dactylifera L.)
Romain Thomas. Anatomie des palmiers endémiques du Proche et Moyen-Orient : applications en archéobotanique
Jérémie Schiettecatte. Le palmier dattier (Phoenix dactylifera L.) dans l’Arabie méridionale préislamique
Sophie Méry. The first oases in Eastern Arabia: society and craft technology, in the 3rd millennium BC at Hili, United Arab Emirates
Claire Newton, Thomas Whitbread, Damien Agut-Labordère et Michel Wuttmann†. L’agriculture oasienne à l’époque perse dans le sud de l’oasis de Kharga (Égypte, ve-ive s. AEC)
Charlène Bouchaud. Exploitation végétale des oasis d’Arabie. Production, commerce et utilisation des plantes. L’exemple de Madâ’in Sâlih (Arabie Saoudite) entre le ive siècle av. J.-C. et le viie siècle apr. J.-C.
Julien Charbonnier. La maîtrise du temps d’irrigation au sein des oasis alimentées par des aflâj. Étude de cas à Adam (Sultanat d’Oman)
Fanny Michel-Dansac et Annie Caubet. L’iconographie et le symbolisme du palmier dattier dans l’Antiquité (Proche-Orient, Égypte, Méditerranée orientale) [Texte intégral]
Claire Newton, Jean-Frédéric Terral, Sarah Ivorra, Muriel Gros-Balthazard, Claire Tito de Morais, Sandrine Picq, Margareta Tengberg et Jean-Christophe Pintaud. Graines d'histoire. Approche morphométrique de l'agrobiodiversité du palmier dattier, actuelle et d'Égypte ancienne
Vincent Battesti. L’agrobiodiversité du dattier (Phoenix dactylifera L.) dans l’oasis de Siwa (Égypte). Entre ce qui se dit, s’écrit et s’oublie
 
DATE PALM JOURNAL ON LINE
(1981-1988 – Iraqi National Library – Baghdad – IRAQ)
SUMMARY
FAO 1981. The date palm journal 1.
July 1981. Vol 1 (1) 1-152
FAO 1982. The date palm journal 2.
MAY 1982 -ISSN 0252-3353 VOL. 1 (2): 153-316.
FAO 1983. The date palm journal 3.
MARCH 1983 -ISSN 0252-3353 VOL. 2 (1): 1-146.
FAO 1983 (2). The date palm journal 4.
NOVEMBER 1983- ISSN 0252- 3353 VOL. 2 (2):147- 267
FAO 1984. The date palm journal 5.
June 1984 — ISSN 0252 – 3353 Vol. 3 ( 1): 268-358
FAO 1984. The date palm journal 6.
December 1984-ISSN 0252 – 3353 Vol. 3(2): 359-437
FAO 1985. The date palm journal 7.
August 1985 -ISSN 0252-3353 Vol. 4- (1):1 -136
FAO 1986. The date palm journal 8.
December 1986 -ISSN 0252- 3353 Vol. 4- (2): 137-288
FAO 1987. The date palm journal 9.
JULY 1987 · ISSN 0252 · 3353 Vol. 5 (1): 9·119
FAO 1987. The date palm journal 10.
December 1987- ISSN 0252- 3353 Vol 5- (2):120-229
FAO 1988. The date palm journal 11.
December 1988- ISSN 0252-3353 Vol6- (1):238 -230
FAO 1988. The date palm journal 12.
1988 – Date Palm journal 6(2)
 
2. BIBLIO OCTOBRE-DECEMBRE 2013
 
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3. BIBLIO Rhynchophorus ferrugineus (RPW)
 
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PELTIER J.B. 2013. Amélioration du système de piégeage. In : INRA, SUPAGRO.
 
PEREZ-OTERO R. , MANSILLA  J.P., LAMELO R.J. 2013. Primera cita del picudo rojo de las palmeras, Rhynchophorus ferrugineus Olivier 1790 (Coleoptera Curculionoidea Dryophthoridae), en Galicia (NO de la Península Ibérica). In: Arquivos E Ntomolóxicos, 8: 97-101. Link: http://www.aegaweb.com/
 
PINHAS J., SOROKER V., HETZRONI A., MIZRACH A., TEICHER M., GOLDBERGER J. 2008. Automatic acoustic detection of the red palm weevil. In : Computers and electronics in agriculture (2008). Link: http://www.eng.biu.ac.il/
 
RUGMAN-JONES P. F., HODDLE C. D., HODDLE M. S., STOUTHAMER R. 2013. The Lesser of Two Weevils: Molecular-Genetics of Pest Palm Weevil Populations Confirm Rhynchophorus vulneratus (Panzer 1798) as a Valid Species Distinct from R. ferrugineus (Olivier 1790), and Reveal the Global Extent of Both. In: PLoS ONE, Vol. 8, No. 10. (15 October 2013). Link: http://www.plosone.org/

 

NETWORKS

1. NEWS
2. RECENSIONS
 
1. NEWS
 
December 2013
CRA CER (FOGGIA-ITALY)
Genetic diversity of date palm (Phoenix dactylifera L.)  cultivars from Algeria
 
January 2014 (4)
DIADE (IRD-FRANCE) / FACULTE DES SCIENCES DE TUNIS
Soutenance de thèse: Exploration des marqueurs moléculaires pour l'identification du sexe chez le palmier dattier (Phoenix dactylifera) de la dioecie et de l'évolution des chromosomes sexuels chez quelques espèces
February 2014
KHALIFA DATE PALM AWARD (UAE)
Date Palms Through the Eyes of the World
 
2. RECENSIONS
 
ANDOZA (ZAGORA-MORROCCO)
November 2013
2° Forum International des oasis et du développement local
 
CG LANDES (FRANCE)
December 2013
Exposition Herbiers trésors vivants
 
ESA Meeting Entomology 2013 (AUSTIN USA)
November 2013
Genetic control of Red Palm Weevil by Luke ALPHEY
 
FLORABASE (AUSTRALIA)
December 2013
The western Australian Flora : Phoenix dactylifera
 
INRA (UMR PIAF-FRANCE)
Février 2013
Digitilisation 3D de l'architecture des plantes
 
KING FAISAL UNIVERSITY (SAUDY ARABIA)
November 2013
Fifth Symposium on Date Palm
Abstracts of the communications: http://www.5thpalm.org/
 
RADDO NETWORK (MAGHREB)
December 2013
Développement durable des oasis du Maghreb

 
 

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